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My Friend Pedro

My Friend Pedro salva un genere. Essere un anziano videogiocatore può risultare più complesso di quel che sembra, sempre in cerca di nuovi stimoli ma saldamente ancorato ai vecchi valori e alle prime emozioni. C’è stato un tempo in cui vivevo di titoli a scorrimento, che fossero platform alla Super Mario o action alla Flashback; non erano mai abbastanza, anche perché in quel periodo tanta alternativa non è che ci fosse. Poi l’esplosione tecnologica; l’arrivo dei poligoni e del 3D ha affossato un’era e diversi generi ad essa legati, la gara al publisher che riusciva a sborrare meglio negli occhi degli utenti è partita con Tohshinden e non si è arrestata per un’intera generazione di console.

Quasi a rinnegare il passato, a voler forzatamente segnare un punto di svolta, sparirono dai radar i giochi 2D a scorrimento (salvo sporadici casi e non a caso l’arrivo del primo Rayman fu osannato da stampa e pubblico) e ci volle un cambio di rotta del mercato per appianare la situazione. Fu infatti l’apertura alle produzioni indie a far tornare il genere in maniera cospicua e non solo saltuaria. La motivazione di questo ritorno alle origini è di facile intuizione; giochi semplici da realizzare, anche da singoli programmatori, richiesta altissima, comparto tecnico irrilevante. Più il gioco risulta vintage e spartano, più interesse suscita.

Capolavoro dell’era moderna!

2018. Come ogni giorno apri il tuo browser e fra i mille tab preimpostati parte anche youtube; fra un video di Kokeshi che ti fotte il cervello passando dalle orecchie e uno degli Arcade Boyz che, con dovizia di particolari, spiegano come un tizio figlio di un altro tizio pieno di soldi per non si sa quale motivo rovina il mercato musicale italiano schierandosi contro altri tizi, parte un trailer di videogioco qualsiasi. Lo guardi per stemperare la tensione della complicata vita degli youtuber e, 90 su cento, trattasi di trailer di gioco indie a scorrimento. L’ennesimo. Vintage. Con la trama che lo dovrebbe rendere particolare. Con la realizzazione pixelata che lo dovrebbe rendere interessante ai retrorompicoglioni. Oppure con la realizzazione da artista mancato che lo dovrebbe rendere poetico. A te vien solo voglia di chiudere tutto e guardarti Young Signorino. Cerchi su google “tatuatori di zona” e fissi un appuntamento per farti disegnare un cazzo in faccia, nel frattempo parte un altro trailer. La vita, per pochi minuti, ti sembra perfetta:

My Friend Pedro

Fin troppo spesso mi sono ritrovato a scrivere di Devolver Digital, sempre positivamente. Questa occasione non sarà l’eccezione; My Friend Pedro Riesce con ignoranza, non-sense, azione e violenza a ridar lustro ad un genere ingolfato di titoli tutti uguali che fanno a gara a chi riuscirà prima a farti cadere le palle dalla noia. Sebbene il gioco peschi a piene mani da diversi ambienti e renda a video esperienze vissute guardando action movies o giocando certe vecchie glorie videoludiche, il primo paragone attuale che mi è venuto in mende vedendolo è Deadpool; Pedro è tutto quello che dovrebbe essere (o avrebbe dovuto proporre a suo tempo) il videogioco dedicato all’antieroe Marvel.

Come un film di John Woo o un nuovo episodio di Max Payne, con il carisma di Deadpool e lo stile che si trovava solo nelle CAPRIOLE LETALI di “The Club”, My Friend Pedro nasceva come browser game per poi diventare quel capolavoro che abbiamo appena visto. Nota di spasso a segnare il costante perculamento di Devolver Digital? Il gioco uscirà nel 2019 nella sua naturale versione PC, ma per console è previsto solo su NINTENDO SWITCH!!! Dove scrissi 2019 anno di Nintendo?

Cosa ho scoperto scrivendo queste due righe…

Spesso carico i video degli articoli direttamente sull’account youtube di Containerd, nella vana speranza un giorno di poter monetizzare con roba rubata, o semplicemente che la cosa generi più click sul blog. Da quando le cover dei video sono personalizzabili ovviamente devono avere uno stile “a la Containerd”, quindi bregna. Pedro, risuonante tronfio nel titolo del gioco appena visto, è l’amico banana o la banana amica del protagonista. Quindi la ricerca più naturale che mi è venuta in mente è stata “banana girl” per immagini di Google… e cazzo ho scoperto che esiste veramente!

My Friend Pedro

Freelee, anche conosciuta come Banana Girl, è una youtuber vegana che si è trasferita nella giungla dopo essere uscita pazza per la separazione dal fidanzato (vai a capire poi il perché della separazione…); non si depila, non si lava, tratta il mestruo solo con metodi naturali, prevalentemente banane.

My Friend Pedro

“Fermo, Polizia Vegana!” Scott Pillgrim capolavoro!

 

Gira nuda per la foresta e usa banane per qualsiasi cosa, vedete voi se sono elementi validi per seguirla su Instagram.

Maaaa, giocattoli sulle banane ne abbiamo?

Bill Presing è uno story artist di Pixar che, a tempo perso, inchiostra pin-up. E lo fa anche bene:

Poi capita che una di queste riscuote più successo delle altre, l’artista avvia una collaborazione con uno studio tipo Digital Banana Studio, arriva in resina ciò che fino a prima era solo disegnato:

  • Personaggio: Banana Girl
  • Edizione: Limitata a 225 pezzi
  • Produttore: Banana Studio
  • Artista: Bill Presing
  • Dimensioni: H ca 25cm
  • Materiale: Resina
  • Prezzo consigliato: 150$ vestita / 300$ nuda
  • Acquistabile qui (se ce ne sono ancora)

 

 

 

 

 


 

Genital Jousting

Ricordate Devolver Digital? Di certo per Serious Sam, Hotline Miami e Shadow Warrior ma ora mi piacerebbe solleticare la vostra memoria a breve termine e riportarvi all’E3 2018 e alla loro “conferenza”. Volgarità, violenza e scene splatter ostentate per perculare la concorrenza, senza peraltro mostrare nessuna nuova produzione ludica concreta. Nel mercato odierno, dove anche avere la scopa nel culo sembra essere eccessivo e i publisher si mostrano dannatamente attenti a non commettere passi falsi, provocazioni come quelle di Devoler Digital sono la satira che ci permette di tenere gli occhi aperti. Nella speranza che non ci sborrino dentro con uno dei loro giochi…

Genital Jousting

Se pensate che non potrebbero mai farlo, non avete capito di chi stiamo parlando…

Negli anni in cui leggevo Game Power e formavo la mia personale idea su come l’argomento videogioco si sarebbe potuto affrontare, apprezzavo il loro stile e seguivo i loro suggerimenti, quando possibile. Purtroppo era anche un periodo di vacche anoressiche quindi molti oggetti “da articolo” rimasero pure chimere, come nel caso del PC Engine; appena uscito dagli ’80 con ancora gli occhi strabordanti animazione giapponese, ogni recensione di titoli per la console NEC mi suscitava un giappanilismo incontrollato.

Il contrario del concetto di “vacche anoressiche”, in questo cosplay che trasuda giappanilismo

E cosa è rimasto degli anni di gheimpaua? Gli approfondimenti su PC Kid e la curiosità di scoprire quanto avrebbe potuto spaccare il culo a Super Mario? Il desiderio di immergersi nel mondo di Ys e capire se veramente Final Fantasy fosse tutto ‘sto capolavoro? Il prurito di giocare ad un bomberman con donne quasi nude?

Diciamo che sulle donne quasi nude di Bomberman la memoria mi ingannava un po’…

Sicuramente rimane tutto questo, ma il ricordo più vivido è legato ad un articolo dedicato ad un gioco che, per la prima volta, mi fece pensare “ah, vedi te ‘sti cazzo di giapponesi”, Nella fattispecie l’approfondimento su Toilet Kid, sparatutto a scorrimento verticale di sparare alle cacche a bordo di un sanitario volante. Una recensione divertente e professionale dedicata ad un titolo nettamente borderline. Una folgorazione che portò all’apertura mentale verso un mercato che da lì in avanti mi avrebbe regalato infinite emozioni.

I concetti del gioco ben esposti nel suo manuale d’istruzioni

Provando a fare il punto della situazione si può dire che gli anni passati a videogiocare mi hanno portato a sperimentare di tutto, godendo dell’eterogeneità dei mercati e vivendo in prima persona il passaggio di testimone delle produzioni TriplaA da oriente ad occidente. Oggi le distinzioni si fanno sempre meno marcate, grazie alla sperimentazione degli studi indie, ad un’utenza più matura e una richiesta di mercato in parte più perversa. Come abbiamo visto in questo articolo alcuni tabù sono ancora da superare ma non è più così raro scovare bizzarrie provenienti da occidente. Ed ora parliamo di…

Genital Jousting

Genital Jousting is an online and local multiplayer party game about flaccid penises and wiggly anuses for up to eight players at once. Players control a detached penis complete with testicles and an anus. Multiple game modes provide a stimulating orgy of objectives: penetrate and be penetrated as fast as possible or compete in absurd, silly and sexually suggestive games and challenges.

Questa la descrizione che lo sviluppatore Free Lives fa del suo Genital Jousting e sinceramente c’è poco altro da dire. Il gioco vi mette alla guida di un flaccido pene dotato di grossi attributi fra i quali fa bella mostra di se un buco del culo ottimamente realizzato. Nascendo come party game ed avendo questo genere di giochi l’obiettivo di far divertire gente ubriaca che vuole passare una serata spensierata, direi che già dalle premesse ottiene metà del risultato.

Se all’idea fuori di testa affianchiamo una proposta di minigames “à la WarioWare” (e passatemi l’accostamento un po’ forzato) e la possibilità di giocare ad incularella fino ad 8 giocatori, il delirio è garantito. Wrestling fra cazzi, gara a chi ce l’ha più lungo, gara di supposte, sfida a chi mangia più hot dog (e l’orifizio di entrata è uno solo, quindi spazio all’immaginazione), corsa alla conquista dello spazio a suon di peti che neanche quell’annusascorregge di Elon Musk…

Maledetto annusascorregge!

Alle solide basi di un party game ben riuscito si affianca anche una modalità storia dalle tematiche complesse, alleggerite dal fatto che… per viverla dovrete impersonare un cazzo alle prese con tanti altri cazzi. L’eterna ricerca dell’amore, la vita come continuo banco di prova, la vergogna di andare ai ritrovi delle superiori e dover dire che scrivi per Containerd. In Gential Jousting c’è tutto questo, come anche una degna rappresentazione digitale di te stesso, un cazzone in cerca d’amore!

Di questo gioco si parla da un po’ ma io l’ho scoperto grazie alla recente “liberalizzazione” di Steam; lo consiglio spassionatamente anche se raggiunge il suo apice in poche ore di gioco, per poi scemare, perché va premiato il non-sense mirato e ragionato che il gioco spruzza copioso. Fino a quando non farà più scalpore, fino a quando questa sarà normalità al fianco di titoli come Destiny, Spider Man o CoD. Fino a quando non esisterà una sezione Steam “giochi di cazzi mosci”.

 

 

 

 


 

NieR: Automata Become as the Gods Edition

NieR: Automata Become as the Gods Edition non è forse l’annuncio più eclatante arrivato fino ad ora dalle conferenze E3 2018, lo concedo. Con alle spalle le conferenze Microsoft, EA, Bethesda e la tamarrata messa in piedi da Devolver Digital, l’annuncio di un’edizione completa di NieR: Automata in uscita su Xbox One poteva anche passare inosservato.

Ovviamente Containerd deve mantenere un certo livello d’informazione ed è per questo motivo che i titoli trattati, le novità sviscerate, le anteprime proposte, i trailer mostrati…. porteranno inevitabilmente a parlare di tette e culi!!!

NieR: Automata Become as the Gods Edition

Dal punto di vista pratico, niente di nuovo sotto il sole (o sotto il gonnellino della protagonista); Microsoft svolge la sua conferenza come negli ultimi anni, dando tantissimo risalto alle esclusive temporali, senza accorgersi di perdere quelle realmente importanti. Infatti al lancio in pochi avrebbero scommesso su NieR, titolo ormai diventato culto e rimasto esclusivo fino ad oggi. I pochi utenti Xbox che hanno aspettato pazientemente e diligentemente, piuttosto che rottamare da Gamestop la loro console in cambio di qualcosa di più serio come una PS4, potrenno a breve godere di questo piccolo capolavoro, completo di tutti i DLC. Ma vediamo cosa rende questa edizione del gioco tanto “Gods” e capiamo se vale la pena aspettare il 26 di giugno per scaricarla dallo store digitale:

  • Gioco base
  • Il DLC 3C3C1D119440927
  • Grimoire Weiss Pod
  • Retro Red Pod Skin
  • Retro Grey Pod Skin
  • Cardboard Pod Skin
  • The Machine Lifeform Mask Accessory

 

Di Nier: Automata avevamo già parlato in passato, presentando qualche cosplay interessante, approfittiamo oggi della risonanza data all’argomento grazie all’E3 per mostrarvi qualcosa di altrettanto interessante:

Nier: Automata Cosplay by Valentina Kryp

NieR: Automata

VALENTINA KRYP ONLINE

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E per goderne nell’intimità della tua cameretta puoi sempre acquistare NieR Replicant / NieR Gestalt Bring Arts: Kaine

 

 

 

 

 


 

Giugno si scrive con 3 E

Electronic Entertainment Expo

Mese particolare, quello di Giugno; chiudono le scuole e l’80% delle mammine ticinesi migra con i pargoli verso lidi vacanziferi. I frontalieri iniziano ad accusare il caldo che aumenta la loro poca voglia di fare e si diradano sempre di più, raggiungere il posto di lavoro diventa più semplice. Lugano e Locarno diventano piazze gremite di turiste discinte e disponibili.

Tutti elementi positivi e distintivi del mese di giugno, ma a renderlo il MESE PIU BELLO DI TUTTI I MESI DELL’ANNO è l’immancabile Electronic Entertainment Expo, gioia e croce degli appassionati di videogames di tutto il mondo. Che annata riserva il 2018? Sarà un Expo memorabile come quello del Giant Enemy Crab e Riiiidge Raceeeeeer, oppure ci toccherà un anno transitorio senza infamia e senza lode?

Sopratutto… chi vincerà, permettendoci di godere di ignorantate come questa?

Per poter godere appieno delle perle che ci riserveranno i frontman da conferenza e tutti i meme che ne scaturiranno, la prima cosa è sapere dove andare a guardare i singoli eventi. Per tutti i pezzenti che non si possono permettere il viaggio a Los Angeles, di seguito trovate i link per gli eventi in streaming:

Sabato 9 Giugno

  • Ore 20.00 Electronic Arts (via Twitch)

Domenica 10 Giugno

  • Ore 22.00 Microsoft (se avete buttato i soldi in questa console la potete vedere lì, se no via Twitch o su Xbox.com)

Lunedì 11 Giugno

Martedì 12 Giugno

  • Ore 00.00 PC Show (dal sito ufficiale)
  • Ore 03.00 Playstation (via Twitch)
  • Ore 18.00 Nintendo (non si sono ancora ammodernati, sempre sul loro sito potete vedere la finta conferenza)

E chissà quale gioco sarà il più atteso?…

A questo punto le domande che subito sorgono spontanee sono due: che cosa ci riserva l’E3 2018? Ma, sopratutto, che cazzo se ne fa Devolver Digital di una conferenza tutta sua? Distribuire Serious Sam e Hotline Miami ti porta ai livelli di Bethesda che può contare anni e anni di esperienza nella distribuzione di migliaia di titoli… uguali, tipo Skyrim anche su Nokia 3310.

Visto che li abbiamo appena citati, iniziamo da loro:

 

Ecco arrivare un nuovo Fallout, mezzo multiplayer mezzo single game; nei precedenti capitoli il Vault 76, posizionato a Washington, venne inaugurato nel 2076 e contava, una volta in uso, 500 abitanti destinati a ripopolare la terra dopo gli eventi catastrofici scaturiti dall’accordo politico fra 5 Stelle e Lega.

A parte questa bomba lanciata in anticipo, da parte di Bethesda ci si aspetta la spremitura del brand Doom, un annuncino forzato legato a The Elder Scroll giusto per tacitare gli appassionati delusi da Fallout. Il resto tutto a sorpresa.

Le altre conferenze sicuramente ci regaleranno grandi emozioni, come quell’anno dove tipo annunciarono ShenMue 3, salvo poi rimandarlo proprio in questi giorni al 2019 e renderlo sempre più vicino al vaporware… dicevo, grnaid emozioni, ma i titoli di impatto saranno Spider-Man, Bayonetta e…. Borderlands 3!!! Tutto per mia personalissima e non comprovabile opinione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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