CNN – Tha Supreme (Nerdcore Ita)

 

NERDCORE

Any form of music that is made by nerds, for nerds, or about nerdly things. Nerdcore can be made in any style of music, but most people identify it in either its pop-punk or hip-hop forms. Although many people think the term “nerdcore” was made up by MC Frontalot, it has in fact been in use by rock bands for many years prior to Frontalot’s use of the term.

Nerdcore should not be confused with bands that are simply stereotypically popular with nerds such as They Might Be Giants, DEVO, Ween, etc.

 

OVVERO

Musica generalmente fatta col culo, ma alle volte no. Quando no, ne escono piccoli capolavori nerd degni di nota e la rubrica CNN – Containerd Nerdcore NonPlusUltra è qui per suggerirveli. Che la base sia Pop, Funk, Punk, Rap, Rock, Techno sticazzi, l’importante è il soggetto.

 

Fra i tanti generi musicali esistenti quello che sicuramente più ha scosso l’opinione pubblica alla sua nascita è il Rap. Per estrazione sociale, denuncia, tematiche e metodologia. Pur avendo le basi per generare uno speciale di 100.000 caratteri sull’argomento, mi tocca sempre ricordarvi la natura di questo blog; quindi se volete scoprire le origini delle quattro colonne su cui poggia questa cultura e godervi un viaggio profondo nella DoppiaH fatevi un abbonamento Netflix e guardate uno degli innumerevoli speciali. Oppure scaricatevi “Straigh Outta Compton” e sparatevi un riassuntone sotto forma di film di tutto rispetto.

In culo ai critici da quattro soldi che nei salotti TV Italiani ancora presentano il Rap come un fenomeno da ragazzini il genere ha superato brillantemente i quarant’anni. Con un seguito sempre crescente di vecchi e nuovi adepti. In tutti questi anni non si è però adagiato su se stesso, anzi il Rap si è adattato ed evoluto come nessun altro filone musicale ha saputo fare. Si è trasformato. A volte in una direzione indecente che poco di buono ha saputo portare, come la Trap.

Sebbene l’hip hop affondi le sue radici nel cuore della cultura Americana, il “messaggio” che permetteva di veicolare ha raggiunto tutte le latitudini del globo. Ogni paese ha quindi un suo storico in merito a questa cultura e l’italia oggi è tranquillamente ai livelli americani e francesi, grazie ad una scena di tutto rispetto e un passato lungo e burrascoso. Anche qui non mi soffermerò nella ricostruzione, ma chiuderò l’intro per legarmi all’argomento dell’articolo. Per quanto frammentato e combattuto possa essere il panorama Rap Italiano c’è una garanzia: se rientri in uno dei capitoli dei “Machete MixTapes” sei uno che spacca. Il mentecatto che sta dietro allo pseudo “Tha Supreme” ci rientra, con mia grande sorpresa.

Tha Supreme – Gumball Freestyle

yeah gumball rido ahah perchè non lo so

gumball ho la testa che fuma mi sembra un giungla

gumball rido ahah perchè non lo so

gumball ho la testa che fuma mi sembra un giungla

yeah, hoffo hoffo hoffo hoffo hoffo hoffo ho fottuto tutti, non ci sto più al gioco

gumball insegna che le ex valgono solamente per gli homo

ehy, io con la mente ci litigo ma non come te che c’hai chiuso il rapporto ehy, c’hai chiuso il rapporto

kek mi fa schifo il cocco che figo che è il mondo (quando sono solo e non ci stai te intorno)

gumball rido ahah perchè non lo so

gumball ho la testa che fuma mi sembra un giungla

gumball rido ahah perchè non lo so

gumball

Chiara da subito, vista la qualità musicale e la profondità del testo, la domanda che si dovrebbe porre ogni fan di Tha Supreme:

Tha Supreme

Tha Supreme come FreskoBoy, insomma. Ma la rubrica CNN non è qui per giudicare, piuttosto per presentare brani musicali dal contenuto Nerd. Quindi rimane solo da capire quali elementi facciano da collante fra un cartone animato CHIARAMENTE per bambini e la nostra perversa cultura da sfigati.

TOP 5 perversioni ne “Il Fantastico Mondo di Gumball”!

Forte del fatto che i protagonisti sono un’accozzaglia di non-sense che spazia da oggetti viventi a qualsiasi-cosa-si-possa-antropomorfizzare, Il Fantastico Mondo di Gumball prende i dettami dell’animazione moderna, li frantuma e se li pippa. In un tripudio di insana creatività questo cartone animato abbatte ogni censura, proponendo visivamente qualsiasi argomento macabro o scabroso.

INFANTICIDIO

Tha Supreme

The Job – Episodio 8, Stagione 2

Ecco il perfetto esempio di quanto descritto; due pizze antropomorfe ricevono da Gumball e Darwin una consegna. Per la famiglia “Pepperoni” l’arrivo di un nuovo nato, con il pesce rosso e il gatto blu nei panni di improbabili cicogne. Per i protagonisti un semplice lavoretto senza conseguenze. Nemmeno se, per errore, il pargolo della famiglia Pepperoni finisce schiantato in una pozza di sangue. E calpestato a morte.

L’infanticidio rimane l’elemento più caratteristico dell’episodio ma gli autori non ci fanno mancare un po’ di sano stereotipo razziale. Infatti un nucleo familiare di pizze non può che avere la mamma dal nome “Siciliana” e il papà chiamato “Quattro”.

“Italiano pizza, spaghetti, mandolino, mamma, mamma lo sai chi c’è? È arrivato il Merendero!”

SESSO ORALE

The Storm – Episodio 27, Stagione 2

Durante gli anni scolastici si formano le migliori amicizie, quelle indelebili! In quegli anni avresti fatto di tutto per risollevare il morale ad un amico depresso. Senza remore! Anche chiuderti nel bagno dei maschi e… e… va beh, tirate voi le somme grazie al palloncino protagonista della vicenda e i giochi ti parole inglesi tra il verbo “gonfiare” e la pratica del blowjob.

OMOSESSUALITA, GORE e TRANSEX

Tha Supreme

The Lesson – Episodio 28, Stagione 2

La scena appena mostrata termina con l’affermazione di Gumball: “Did you see what that bear just did to that guy’s cherry?” Non a caso Rotten Cupcake era maschio in questo episodio e si presenterà come femmina in tutti i successivi. Ah, se non avete familiarità con il concetto di “bear” fra i ricchionelli, date un’occhiata qui.

FETICISMO PORNOGRAFICO

Tha Supreme

The Job – Episodio 20, Stagione 3

Qui entra in gioco apertamente la deviazione mentale degli adulti. Degli spicchi d’arancia separati a mano di per se non dovrebbero portare nessun pensiero perverso. Se uno dei protagonisti del cartone animato è però una banana, chiusa nel buio della sua camera di fronte al suo portatile a guardare il video di UN’ARANCIA NUDA APERTA IN DUE, le cose cambiano. Le espressioni di Banana Joe e Gumball, unitamente alla porta socchiusa con circospezione, fanno il resto.

Nuovamente il picco si raggiunge con la scena appena descritta, ma l’episodio trasuda profondità e citazioni nerd in ogni dove; la storia d’amore fra Gumball e Penny, spinta ad uscire dal suo guscio, nasce in questo episodio in un tripudio di citazioni palesi (La Principessa Mononoke e La città Incantata le più altisonanti) e altre meno evidenti, tipo Ghostbusters o Man in Black. Tutto materiale Geek, insomma…

DARK WEB

The Roots – Episodio 33, Stagione 4

Il terrore più grande di tutti, qui reso alla perfezione. Il pensiero va al resto della famiglia; se Darwin nascondeva nella cronologia semplicemente il desiderio di un acquario più grande, cosa nascondevano papà e bambini, da dover distruggere tutto? Ricerche tipo “Tha Supreme nudo” o “Tha Supreme best cantante ever”? Misteri del VuVuVu…

Sì, vabbeh Tha Supreme, ma roba spinta su Gumball?

Ed eccoci al fulcro del discorso! Seppure un approfondimento sulle perversioni presenti in un cartoon da bambini sia di per se già valido contenuto per Containerd, non mi sembra caso di farsi scappare l’occasione per mostrare bregna, tette e culi. Specie trattandosi di materiale furries, che non fa mai male. In mio aiuto torna nuovamente l’artista Manyakis , o Mike Inel nel suo pseudonimo più SoftCore, sotto il quale ha prodotto la versione anime di Gumball:

E Manyakis cos’ha fatto?

 

 

 

 

 


Nintendo si da all’Hentai?

 

Nintendo, in passato una delle case maggiormente restrittive a livello di contenuti, si butta sul porno? Al momento ancora no, ma nulla sembrerebbe impedire ai collaboratori esterni di farlo. Come tutti voi attenti lettori saprete, si è da poco concluso il settantanovesimo “Annual General Meeting of Shareholders”.

Cos’è l’annuale incontro generale degli azionisti, chiedete? Non ne so un beneamato cazzo, vi rispondo io. Tanto più che di cosplayer zozzette mezze nude non ce n’era neanche l’ombra. Ma ha partecipato Shuntaro Furukawa, attuale presidente Nintendo. Dal suo avvicendamento, più di un anno fa, Nintendo sembra diventata un’isola felice per gli otaku (nel senso più perverso del termine). Con questo in mente, le domande al presidente hanno toccato a più riprese l’argomento:

Q: About content regulation. On other platforms, there are cases of restrictions applied independently of CERO and other 3rd-party organizations. What does Nintendo do?

A: Nintendo, as do 3rd-parties and their software, applies for an objective rating from 3rd-party organizations prior to release. If platform-holding companies choose arbitrarily, the diversity and fairness in game software would be significantly inhibited. We provide parental controls that can be used to apply limits.

Domanda: Sony sta rompendo il cazzo a tutti gli sviluppatori che mostrano mezza zinna, nonostante esistano sistemi di classificazione dei videogiochi deputati a stabilire i limiti di età. Com’è che Nintendo improvvisamente è più liberale?

Risposta: Il mercato è sempre stato influenzato dalla domanda e dall’offerta. Gli utenti vogliono le sise e noi je damo ‘e sise! Così che si possa tornare ad essere i re dei meme con il famiderato “IT PRINTS MONEY!”

Traduzione by Containerd
Nintendo

Good Old Times

Il nostro Shuntarino sostiene, a rigor di logica, che esistendo sistemi di classificazione come PEGI, CERO o ESRB la libertà di creazione sta a programmatori e publisher. Censurando arbitrariamente dei contenuti si limiterebbe la creatività dell’industria, dice. Impossibile dargli torto, visto cosa questa industria creativa ha portato su Switch:

Nintendo Mary Skelter 2

Il 22 Agosto la nostra Switch godrà letteralmente dell’arrivo di questo capolavoro! Mary Skelter è un sexy RPG categorizzato sotto i dungeon-crawling, stracolmo di sangue, violenza e donnine discinte. Un gioco ideale per Nintendo Switch, insomma, come mostrato dal video di cui sopra. Trattasi di mini giochi in cui dobbiamo purificare le ragazzine, molto probabilmente tramite touch screen.

Nintendo Omega Labyrinth Life

Agosto mese caldissimo per Nintendo, grazie anche all’uscita di Omega Labyrint Life. Di questo videogioco vi ho già parlato qui, dove “Life” è l’ultima incarnazione della serie. Con Omega Labyrinth si è raggiunto l’apice dell’assurdità, grazie ad una scelta del publisher D3 di commercializzare due versioni distinte del gioco. Quella originale e completa è quella che renderà la vostra Switch un po’ più bagnata e appiccicosa, la controparte censuratissima (tanto da renderlo un altro gioco) la troverete su PS4…

Nintendo Peach Ball: Senran Kagura

Ormai vi ho parlato in tutti i modi di Senran Kagura, in questo breve viaggio nelle perversioni Nintendo era giusto citare il capitolo più assurdo della saga. A dimostrare che, quando ci si mette d’impegno, non c’è limite al degrado e alla depravazione, Peach Ball è un barlume di speranza in un’industria fin troppo trattenuta.

Questa appena mostrata è solo una ridottissima scelta di titoli presenti o in arrivo per Nintendo Switch che segnano un netto cambio di tendenza. In un periodo dove alcune compagnie censurano preventivamente per evitare gabole (avete detto Blizzard?) la grande N sembra l’unica ad avere ancora un minimo di lucidità creativa.

Le sise delle Monache – Tette, Suore e Videogiochi

Eh, niente… avendo citato poco fa le sise mi pareva giusto elargire un po’ di cultura. Perché se è vero che sisa identifica la tetta, Le Sise delle Monache sono anche un famoso dolce regionale Italiano.

Nintendo

Seeee, Seee… hai voglia a dire che celebrano i monti abruzzesi… qui pare di essere di fronte alle tre poppe di Atto di Forza!

Quindi…. sise, monache e videogiochi… chissà se anche a ‘sto giro Containerd ne ricava qualcosa di buono…

Suor Bayonetta, il cosplay di Daran-h

 

 

 

 

 


Sta furnenn’ u monn’… di hearthstone!

 
Sta furnenn’ u monn’ e nisciunu po’ fà nent’ dacce tu na mano Gesù Crì

Parraci d’a strat’ addu’ a vita nunn’è chesta ccà dacce n’atra luce Gesù Crì

Gesù Crì, Gesù Crì, Gesù Crì, Gesù Crì torna n’atra vota Gesù Crì

Dacc’ n’ato sole dint’o jorn’ ca sta ppè venì stappac’ o spummant’ Gesù Crì

salva sti criaturi a sti mamme stendime na mano Gesù Crì

Gesù Crì, Gesù Crì, Gesù Crì, Gesù Crì torna n’atra vota Gesù Crì

Gesù Crì, Gesù Crì, Gesù Crì, Gesù Crì torna n’atra vota Gesù Crì

Sta furnenn’ u monn’ e nisciunu ancora po’ capì dacce tu na voce Gesù Crì

Parraci d’a strat’ addu’ a vita nunn’è chesta ccà dacce n’atra luce Gesù Crì

Gesù Crì, Gesù Crì, Gesù Crì, Gesù Crì torna n’atra vota Gesù Crì

Gesù Crì, Gesù Crì, Gesù Crì, Gesù Crì dacce n’atra luce Gesù CrìNino D'Angelo - Gesù Crì

A cosa è dovuta tutta questa napoletanità? Perché celebrare oggi una delle cover italiane più brutte della storia (sempre sia lodato Orrore a 33 Giri)? La risposta e il suggerimento sull’argomento che andrò a trattare si trovano in un mio post Facebook pubblicato poco dopo il Blizzcon dell’anno scorso:

Hearthstone

Esatto, Hearthstone! Quindi, cosa accade a Containerd? Ho deciso di dar serietà al tutto? Di lanciarmi in recensioni di giochi importanti, magari scritte in Napoletano fluente?

Hearthstone

Col cazzo!!! Muahahahahaha

Per carità no! E per il napoletano e per la serietà. Containerd non avrebbe senso d’essere al di fuori della perversione che permea l’ambiente nerd, quindi non ci si discosta. Piuttosto mi soffermo, quando necessario, sull’eccessivo imbonimento del mercato e sulle paure ataviche dello sviluppare un videogioco VM.

Che c’entra Hearthstone mo con tutto questo?

Hearthstone – Saviors of Uldum

Come sempre, con la nuova espansione di gioco arriverà anche un aggiornamento dedicato. Oltre ai classici adeguamenti di vecchie carte, agli inevitabili accorgimenti su bug o disservizi vari, questa volta Blizzard interverrà anche sulla rappresentazione di alcune carte. Le immagini alle quali siamo abituati da sempre verranno riadeguate in una sorta di moto censorio, per ridurre sesso e violenza ai minimi termini. Vediamo dove verrà meno il sacrosanto diritto alla perversione:

La scelta di Blizzard, seppur limitata ad un numero minimo di immagini se paragonate alla totalità di carte, ha scatenato l’utenza. Sul blog ufficiale i commenti si sprecano. Gli estremisti anti censura già dichiarano l’abbandono del gioco. Intanto le ipotesi fatte per spiegare questa decisione censoria si sprecano. Che si tratti di una scelta per diminuire il rating e raggiungere più utenza? Per un gioco “complesso” già indicato per i 7+ anni,  mi sembra eccessivo. Nel senso che ti rivolgi già a tutta l’utenza alla quale puoi auspicare.

Forse una manovra per aprirsi al mercato cinese, più restrittivo e puritano su certe cose? Se così fosse, perché non adeguare solo la loro versione del gioco?

Da qualsiasi punto si voglia osservare la vicenda sembra difficile trarne qualcosa di positivo per il futuro dei videogiochi. Se è vero che si tratta di un minimo intervento grafico che non influisce in nessun modo sulle meccaniche di gioco è anche vero che si parla di elementi che lo caratterizzano da sempre e che non sono mai stati oggetto di discussione.

Hearthstone, in quanto spin-off di Warcraft, ne ripropone l’ambientazione, la geografia, i popoli e le creature. E WoW ha da sempre attinto a piene mani dalla mitologia norrena nel riproporre il suo universo giocabile (mitologia dalla quale provengono divinità quali Thor o Loki). Edulcorare una narrazione chiaramente orientata ad un pubblico adulto privandola di sesso, sangue e violenza frena l’evoluzione di un media che, oggi più che mai, necessita di conclamare la sua maturità con forza e fermezza.

Inoltre World of Warcraft ha ispirato l’artista Wu Chuang ( a.k.a. azazel1944) nella realizzazione di alcuni dei Rule 34 migliori mai dedicati alla serie, a dire che le basi per la sessualizzazione già c’erano!

WoW secondo Wu Chang

Se non dovesse bastare quanto visto fino a qui, ecco arrivare il Jolly! Una serie che vanta un cosplay di Disharmonica non può censurarsi!

Disharmonica (Helly von Valentine) – Monara (World of Warcraft)

 

 

 

 

 


Morte e rinascita del miglior Battle Royale

 

Epic Games merda perché coi soldi del suo Battle Royale Fortnite sta vendendo ai cinesi i nostri culi flaccidi! Esaurito l’argomento Epic Store, parliamo oggi di un nuovo Battle Royale. Gratuito, bellissimo, dedicato ai retrorompicoglioni!

Mario Royale

Lo YouTuber InfernoPlus è anche un discreto programmatore, purtroppo poco attento alle meccaniche contemporanee del mercato. Perché sì, hai realizzato qualcosa di Battle Royale, quindi seguendo la moda del momento. E anche sì, l’hai reso gratuito per tutti e giocabile via browser. L’hai pure programmato con occhio nostalgico. Ma non hai prestato attenzione alle nuove politiche Nintendo (quelle di cui vi ho già parlato in passato).

Quindi qualche giorno fa è comparsa improvvisamente un’opera gratuita, intelligente e celebrativa che univa le meccaniche e la grafica del platform 2D più amato di sempre alle basi pratiche del Battle Royale. Un running game dove 75 concorrenti si potevano sfidare in una corsa a la “il primo che arriva in fondo vince”. Il tutto attraverso 4 livelli presi di peso da Super Mario Bros. per NES. Una vita a testa e ne resterà soltanto uno!

Battle Royale

Anche il supporto ai controller ci aveva messo, caro ragazzo…

Ciò a cui non ha pensato l’incauto programmatore è che, da quando in Nintendo hanno sdoganato la figa, il sesso e la violenza, il loro team di censura lotta tutti i giorni per inventarsi un modo di arrivare a fine mese. Così si accanisce sui progetti fanmade (tipo Zelda Maker, sparito dai radar). Quindi, nonostante si trattasse di un ottimo progetto è partita immediatamente una rimostranza per infrazione del DMCA.

Quando Nintendo si accanisce sul singolo o su piccoli progetti fatti in casa ottiene generalmente il risultato di far cacare in mano i malcapitati, che subito si ritirano. InfernoPlus si è invece prestato al gioco, probabilmente avendo già messo in conto di ricevere rotture di coglioni. Il gioco si è quindi trasformato in DMCA Royale!

Battle Royale

Applicato il filtro anti DMCA, ecco il nuovo gioco totalmente originale e assolutamente non riconducibile a Super Mario. Una roba che non si vedeva dai tempi di Great Giana Sister per Commodore 64! Il tutto sempre gratuito sui vostri browser. Oppure no?

E dopo la morte e la rinascita… il declino del miglior Battle Royale!

Eh, niente… l’hanno abbattuto definitivamente.

Questo l’epilogo della storia. Utile a capire che con Nintendo non si scherza. Simpatica news da leggere sotto l’ombrellone, a ricordarci che tempi pazzi stiamo vivendo. Eppure qualcosa mi dice che il ragazzo non si fermerà qui, quindi tutta questa chiacchiera inutile diventa interessante per i potenziali strascichi futuri.

Se al giorno d’oggi vuoi celebrare Nintendo, ti rimane una sola cosa da fare; essere una gnocca come Hylia (SuicideGirl seconda solo a Riae) e tatuarti loghi e personaggi direttamente dove non batte il sole!

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LibidiNerd – Macrofilia

 

La iGen, o Generazione Z, non si è inventata un cazzo. La MIA generazione, quella sì! La Generazione X, quella del film di Kevin Smith. La generazione che ha dato il via a tutto quanto…

Macrofilia

THE MORE YOU KNOW
Che poi il titolo originale era Mallrats. Generazione X fu solo l’ennesimo scempio traduttivo italiano. In quel film Stan Lee interpretava se stesso, mentre in Capitan Marvel (ambientato nel medesimo periodo), il cameo ritraeva Stan mentre leggeva il copione del film. MINDFUCK!!!

 

Macrofilia

Questo sfogo molto personale serve solo per dire che sì vanno bene i meme . Sì va bene l’ilarità nonsense gratuita veicolata attraverso la rete tramite gli stessi. Ma è tutta roba che può avere piglio sulle menti più deboli e semplici. Noi avevamo LA PUBBILICITA’!

I meme di oggi sono i tormentoni pubblicitari della generazione X!

Cosa abbiamo imparato dai tormentoni pubblicitari degli anni ’80 e ’90? Abbiamo capito che l’apprendimento di una lingua straniera non è poi così complicato e che tutto il linguaggio umano è una derivazione dell’italiano. Quindi possiamo sfoggiare espressioni strutturate come “Two gust is megl che one” e rimorchiare facilmente fighe estere. Siamo diventati un po’ più arrivisti ed approfittatori, gestendo le amicizie per i nostri scopi personali. Senza nessun rispetto per la proprietà privata, fra l’altro. Perché che non ci fosse Gigi in casa a noi fregava cazzi, se c’era la Cremeria sfondavamo con il piede di porco la porta blindata, sterminavamo tutta la sua famiglia e poi festeggiavamo a cucchiaiate di gelato. Abbiamo imparato le basi della nutrizione e i concetti della forma fisica e grazie alla giapponese Kaori abbiamo iniziato a mangiare “PocoPoco“. Anche perché se di quel formaggio ne mangiavi TantoTanto finivi la tua vita sulla tazza, nel tentativo di contenere un prolasso rettale.

Il concetto che ad alcuni di noi è rimasto saldamente ancorato nei bassifondi dell’ippocampo è che le cose non devono per forza avere dimensioni ragguardevoli per impressionare, piuttosto devono essere cose dall’elevata qualità. Teorema impersonificato dal mitico imbianchino che, ingenuamente, pensava di ottenere risultati utilizzando un pennello grande, quando quello che gli serviva era solo un grande pennello.

Ecco, oggi è possibile affermare che tale pubblicità, alquanto fuorviante, abbia deviato sessualmente molti di noi.

Gigantismo, Macrosomia e Macrofilia – Quando una gnocca enorme è preferibile ad un’enorme gnocca

Macrofilia

Di Gwynevere vi ho già parlato, ricordate?

L’inimitabile rubrica LibidiNerd, come intuibile, tratterà oggi la passione per le enormità femminili. Non ad identificare donne prosperose o dalle forme più che generose, ma donne letteralmente enormi. Grandi come palazzi. Capaci di fare il culo a strisce a Godzilla in un tripudio celebrativo di macrofilia!

Macrofilia

O di essere Godzilla, perché no…

Karma Tatsurou – Oo Tsuma Italiano (Macrofilia a fumetti)

Non è facile identificare il momento storico in cui le fantasie sessuali rivolte a donne gigantesche abbiano iniziato ad occupare la mente dei nerdazzi pervertiti. E’ però possibile ipotizzare, per una volta, una natura non Sol-Levantina di questa devianza.In fondo La Statua della Libertà troneggia dal lontano 1886 e non è sicuramente made in Japan. Trascorsero molti anni prima che la tecnologia riuscisse a trasporre in concreta fantasia la passione per le gigantesse. La macrofilia risulta quindi essere una fantasia erotica nata con i B-Movie americani anni ’50.

Macrofilia

Alieni, donne enormi, tradimenti e morti violente. Chiaro come questa pellicola cult sia poi arrivata ad ispirare la nascita di Ginormica nel cartone per bambini “Mostri contro Alieni”. Vediamo di riassumere in due righe questo capolavoro:

Il film, che molti critici hanno giudicato ben piazzato nella ideale classifica delle cose peggiori mai fatte (i trucchi e i particolari di cartapesta della gigantessa ripresi in primo piano lasciano, veramente, a desiderare) è a suo modo un film-cult, se non altro perchè vede riunite e rivali la bruna Hayes e la bionda Vickers, affascinanti e popolari reginette dei b-movies anni ’50.Fantafilm

Poi, i mitici ’60! Le donne la danno più facile, grazie alla pillola anticoncezionale. Gli uomini iniziano a chiederla di meno, grazie alla nuova onda fumettistica che non poche distrazioni porterà ai giovani appassionati di supereroi.

Il gigantismo inchiostrato fu naturale evoluzione delle varie storie e dei vari universi, alcuni più inclini alla rappresentazione di fighe enormi rispetto ad altri.

Macrofilia

Quando hai personaggi che cambiano dimensioni a piacere è un attimo che la fantasia vola…

Sebbene, come dicevo, non sia semplice ipotizzare un periodo concreto della diffusione di questa LibidiNerd (in fondo DC Comics presentò Giganta nel ’44, ma solo anni dopo acquisì poteri macrosomici), è innegabile il fascino esercitato dalle femmine di ragguardevoli dimensioni. Come da prassi, quando tale depravazione approdò sulle frastagliate coste Giapponesi, l’innocente fantasia di relazionarsi con titanici esponenti del sesso opposto prese una connotazione più torbida. In fondo non è depravazione Giapponese se non ci metti dentro anche un po’ di cannibalismo e gore (tipo Cannibal Holocaust, a dire che anche gli Italiani non sono poi tutto ‘sto Carnevale di Rio…).

Karbo, l’artista che ha dato vita a Felarya

Macrofilia Videoludica

A gigantesse nei videogiochi invece come siamo messi? Se avete letto il mio speciale sui giochi Musou avrete notato il video della memorabile battaglia fra ragazze in bikini e una enorme antagonista di fine livello tutta ricoperta di schiuma. Sequenza di gioco mitica ripresa da Senran Kagura: Peach Beach Splash. Quindi anche videogiochi e macrofilia vanno a braccetto, a quanto pare.

Chichibinta Rika da Parodius Da!, Gokujō Parodius e Jikkyō Oshaberi Parodius

Metti un’estate del 1990. Tu hai 12 anni e stai passando un tristissimo pomeriggio estivo al lago. Poi l’epifania; mentre ciccioneggi verso il bar del lido, in cerca di conforto alimentare, la svolta. Di fronte a te la creatura più impressionante che madre natura abbia mai potuto concepire. Una giovane donna dai lunghissimi capelli Pel di Carota, arricciati dall’acqua. Il pallore classico delle Ginger e l’ammontare perfetto di lentiggini, tutte posizionate al posto giusto. A rendere incredibile un quadro già di per se perfetto, l’attività svolta dalla Dea dai capelli rossi. Rivolta a te di spalle, sfoggiando uno statuario accostamento di glutei che solo una pre-diciottenne di questo calibro può vantare, nasconde con la sua fisicità un cabinato da bar, al quale sta dedicando tutti i suoi sforzi. “Perfetto” pensi, “è fatta!”; è videogiocatrice come te, un chiaro legame indissolubile che vi porterà al matrimonio!

Inutile dire che, una volta avvicinato, lei ti dedicherà le stesse attenzioni che La Ragazzina Dai Capelli Rossi ha dedicato a Charlie Brown in cinquant’anni di strips. Non ti resta che rivolgere l’attenzione al gioco, che peraltro non hai mai visto in vita tua. Improvvisamente, una nuova folgorazione! La ragazza che ti ha appena creato un danno psicosessuale che porterai con te a vita sta giocando la cosa più incredibile ed assurda che ti sia mai capitato di vedere! Cosa c’entrano sparatutto, astronavi e gigantesche donne mezze nude?

Macrofilia

Parodius ha fatto grossi danni…

 

Questa la mia prima esperienza con Parodius. Inutile dire che, di lì a breve, feci mia una copia del gioco in formato SuperNES. Squagliata nel giro di un anno per le troppe ore di gioco. Col senno di poi si può dire che in Konami in molti dovevano essere affetti da macrofilia, vista l’abbondanza di titaniche bellezze.

Honey Miyako da Parodius Da!

Macrofilia

Se un videogame ti mette alla guida di pinguini o polipi volanti e ti scaglia in una guerra spaziale contro gatti pirata e panda col tutù, quando ti trovi a fronteggiare un’enorme bionda mezza nuda domande non te ne fai. Anzi ringrazi i programmatori per averti dato un momento di respiro dal nonsense dilagante.

Evidentemente l’idea di un “videogioco di sparare a donne nude sotto le coperte” piacque tanto in Konami che ripresero e approfondirono il concetto anche nei capitoli seguenti…

Kaori Merumeto da Sexy Parodius

Quando arrivi ad intitolare il tuo gioco “Sexy Parodius” stai già suggerendo dove andrai a parare. Inserire una gigantesca bregna nuda in grado di schiacciarti con il culo e decretare il tuo “game over” è la dimostrazione. Il tragitto per arrivare ad incontrare Kaori non era comunque semplice e nascondeva enormi insidie. Vediamole, insieme ad altri personaggi giganti comparsi nella serie.

Parodius-Yuko
Parodius-Tanuki
Parodius-Medusa
Parodius-Hikaru-Akane-03
Parodius-Hikaru-Akane-02
Parodius-Hikaru-Akane-01
Parodius-Eliza
The Great Fairy dalla serie Zelda
Macrofilia
L’enorme fata che da sempre assiste Link nelle sue avventure ha visto in “Breath of the Wild” la sua più estesa rappresentazione.

 

Oltre a soddisfare la macrofilia di molti videogiocatori, la sua ipotetica transgenia regala fantasie anche a tutti gli amanti delle donne col manico.

 

Nonostante la sua fisicità mascolina, rimane una chiara esponente del sesso femminile alla quale diversi artisti hanno dedicato le loro opere.

Cala Maria da Cuphead

Sessione di gioco di Cuphead dalla chiara ispirazione Parodiusana, la parte di sparatutto porta il giocatore al cospetto di una gigantessa degli oceani. Nel personaggio di Cala Maria sono racchiuse tantissime fantasia, dalla Pin-Up anni 50 ai tentacoli, dall’attrazione sessuale verso le sirene ad una più complessa devianza quale la Sindrome di Stoccolma. Sì perché il gioco è l’equivalente 2D Cartoon di Dark Soul e giocarci ti fa male, ti riduce una merda. Ma non riesci a farne  meno…

Macrofilia

Supersatanson è sempre una garanzia.

Giga Mearmid da Shantae: Half-Genie Hero

Eccoci di nuovo alle prese con un titolo 2D a scorrimento, genere rivalutato grazie alla deGenerazione di programmatori Indie che infestano l’attuale mercato. Anche SoftCo più importanti si imbarcano nella programmazione di giochi di genere, alle volte con ottimi risultati. Shantae è uno di questi, oltre a presentare un’altra gigante aberrazione della natura. La Giga Mearmid!

Macrofilia

 

Che sia quindi cinematografica, fumettistica, videoludica o di altre estrazioni, la macrofilia è una LibidiNerd ormai conclamata. E dire che, per molti di noi, è una perversione nata a Gardaland grazie al viaggio all’interno del corpo gigante di Eva…

Macrofilia

 

 

 

 

 


Haters gonna hate, ovvero i postumi delle conferenze E3 2019

 

Le conferenze E3 2019 hanno, come sempre, fornito materiale di discussione.  E dove c’è discussione, nel 2019 e soprattutto online, c’è odio. E l’odio, nel 2019 e soprattutto online, si veicola tramite i social. Per stabilire dunque cos’è il meglio ed il peggio uscito dalle conferenze E3 2019 qualche buontempone ha ben pensato di tradurre tutto in statistica. Basata sull’apprezzamento dimostrato dagli utenti YouTube verso i video ufficiali caricati, ecco a voi la classifica dei Videogiochi E3 2019 schiferiti dal pubblico!

IL GIOCO SCHIFERITO DALLA GENTE DOPO LE CONFERENZE E3 2019

Conferenze e3 2019

Con Endgame si è chiusa una decade in continua ascesa, per Marvel. Distratti come eravamo dalle emozioni cinematografiche non ci siamo mai veramente riproposti di pretendere ed ottenere la stessa qualità nei prodotti videoludici dedicati ai figli di Stan Lee. Almeno fino a quando Insominac non ha dimostrato al mondo che era possibile anche per un videogioco ricreare le stesse emozioni dei film, grazie al loro Spider-Man.

Conferenze E3 2019

“poi ti guardi in faccia e dici dov’è che vuoi che andiamo con ste’ facce io e te” cit. Max Pezzali

Benché Marvel’s Avengers prometta un single player solido, tanti contenuti aggiuntivi gratuiti e una fedeltà all’universo fumettistico. Benché Crystal Dynamics sia da sempre garanzia di qualità. Benché si tratti del classico TriplaA dal budget milionario… ‘ste facce di cazzo non si possono vedere! “Il mio falegname con trentamilalire li disegnava meglio”, in culo alle interconnessioni fra media differenti…

Chi invece dell’interconnessione fra universi paralleli di supereroi ne ha fatto un vanto, nel 2015, è la Aurum Light. Con il loro calendario “eroine bagnate fraciche” fecero scalpore. Quindi reputo ci siano le giuste condizioni per riproporvelo, fosse anche solo per farvi ripigliare un attimo dallo scempio di characters design di Marvel’s Avengers.

(ArumLight Studio) 2015 Splash Heroes calendar

Conferenze E3 2019

 

IL GIOCO PIU’ ODIATO DALLA GENTE DOPO LE CONFERENZE E3 2019

Conferenze E3 2019

Non fai in tempo a pubblicare un articolo celebrativo della serie Pokémon (più che altro festeggiando la perversione sempre più immediata della rete e dei sui Rule34) che subito ti tarpano le ali. Mi ero convinto che l’annuncio di nuovi videogiochi Pokémon per Switch fosse un evento, per l’ultimo Direct Nintendo. Credevo gli appassionati avessero trovato di che godere. Con le classifiche alla mano, direi che mi sbagliavo.

Conferenze E3 2019

Poi è sempre vero che gli Haters si possono anche attaccare al cazzo…

A parte il fatto che i Pokémon hanno rotto i coglioni, rimane la peculiarità di questa classifica. Spada e Scudo sono i titoli più odiati dell’E3 2019 perché non garantiranno la retrocompatibilità! Perché non ci sono tutti i mostriciattoli! Ve beh, poco male… fino a quando c’è Pikachu tutto fila dritto! Al giorno d’oggi c’è un solo modo giusto per interessarsi ai Pokémon…

[Danielle Beaulieu] Pokemon Gijinka Set

 

IL GIOCO PIU’ VISTO DALLA GENTE DOPO LE CONFERENZE E3 2019

Conferenze E3 2019

Dato che non stupisce minimamente. Con tutto il parlare che si è fatto di Keanu Reeves e del suo coinvolgimento nel gioco. Con tutti i meme generati a seguito. Con un gioco, Cyberpunk 2077, che ha veramente tutte le carte per diventare GOTY. Con queste premesse, era inevitabile diventasse il titolo più cliccato. Come era inevitabile che Keanu assurgesse a nuovo messia della rete.

Conferenze E3 2019

Delle nudità generate da Cyberpunk 2077 ve ne parlai già un anno fa. Di Octokuro pure e anche nello stesso articolo. La ragazzina rimane comunque una prolifica cosplayer con le tette di fuori, e qualcosa a tema ha deciso di regalarcelo anche in occasione delle conferenze E3 2019.

Octokuro Cyberpunk 20177 Ero Cosplay

 

 

 

 

 


Tira più un pelo di Pokémon…

 

Il sesso vende. Poco importa che si parli di Pokémon, di nuovi dispositivi tecnologici o di qualsiasi prodotto generico che può fregiarsi di una direzione artistica pubblicitaria orientata alla perversione.

Pokémon

Come fai a vendere caramelle ai bambini? Culo e tette!

La carta stampata, il VuVuVu, ogni supporto di visualizzazione a partire dalle VHS fino al Blu-Ray, i tablet e gli smartphones. Senza provare ad analizzare la situazione televisiva Italiana pre-Mediaset, poi sfociata in un ventennio politico quantomeno libertino. Ogni tassello del mosaico culturale che ci rappresenta quali esseri senzienti ha cambiato nel tempo la sua forma grazie al sesso, unico vero veicolo per la diffusione veloce e capillare di qualsiasi novità tecnologica.

Uno degli esempi più recenti di quanto appena espresso

Pur essendo sempre stato così, qualche grande compagnia dell’intrattenimento ha mantenuto una linea censoria netta in merito a violenza e sessualità, passando anche per estremismi e paradossi importanti. Ma è pur vero che, nel grande mercato globale, o ti evolvi come un Pokémon o muori. E così ha fatto recentemente Nintendo. Sempre impegnata nella censura, oggi si dedica più a quella di contenuti creativi non autorizzati (come l’amatoriale Zelda Maker), concedendo la grazia a fenomeni più pruriginosi, quali Bowsette.

Il sesso al tempo dei Pokémon

Oggi Nintendo punta anche al SoftCore per la diffusione della sua console di punta. Su Switch compaiono produzioni impensabili, mentre titoli nati con Playstation in mente vengono quotidianamente censurati da Sony ed esternano su Switch il loro massimo potenziale.

Pokémon

La faccia di Nintendo ogni volta che viene introdotto un nuovo personaggio e subito viene sessualizzato…

E’ ormai impossibile stabilire dove si fermi la volontà commerciale di Nintendo e dove inizi la perversione estrema dei suoi fan. Viene quasi da pensare che alcune delle loro scelte attuali siano espressamente mirate all’ambiente artistico underground, così abile a generare hype ed interesse pornificando qualsiasi cosa. Ed arriviamo all’E3 2019 e alla presentazione di Pokémon Spada e Scudo per Nintendo Switch:

Durante un Nintendo Direct di tutto rispetto, carico di giapponesità e annunci esaltanti, a tutti i fan dei Pokémon è stata lanciata un’esca succulenta, sotto forma di un nuovo gioco dal design interessante e dalle meccaniche coinvolgenti:

Con un trailer sfarzoso e un annuncio mirato sono stati introdotti nuovi personaggi. Difficile stabilire la casualità dietro alla sessualizzazione degli stessi, avvenuta nel giro di pochissime ore.

Sonia by SuperSatanSon

Nessa by SakimiChan

Sonia e Nessa by NeoArtCorE

Nessonia by SuperSatanSon

Dopo aver visto qualche fanart velocemente prodotta da fumettisti zozzetti già all’onore delle cronache di Containerd, godiamo di una selezione di qualità di altri disegno provenienti da artisti vari.

 

 

 

 

 

 

 

 


E3 2019 e il buco con la menta intorno

 

E3 2019. Volendo riassumere tutti e i duemiladiciotto anni di E3 appena trascorsi, il pensiero sarebbe grossomodo il seguente:

  • “Vaffanculo tutti! Quest’anno non dedicherò attenzione a quella pagliacciata dell’Electronic Entertainment Expo! Speriamo che la faglia di Sant’Andrea si apra prima di giugno così ci togliamo il pensiero!”
  • “Hahahaha guardali ‘sti fessi di articolisti, tutti a pubblicare news e rumors sul nuovo E3. Non cambieranno mai! Ma non ve lo ricordate l’anno scorso? Sembrate i peggio Italiani con l’entusiasmo pre-elezione e l’inculata post voto”
  • “Ah, ma… presenteranno anche questo gioco? Poi è un mese che le notizie di settore parlano di conferenze epocali… Chissà quest’anno cosa faranno Sony e Microsoft per scontrarsi sul palco. Magari nasce qualche nuovo meme divertente su Nintendo…”
  • “Manca una settimana all’E3, meglio che mi salvi nei preferiti i link alle conferenze. Vediamo anche se gli orari coincidono con i mie impegni di vita praticamente inesistenti…”
  • “9 GIUGNO!!!! -3!!!! Non sto più nella pelle! Fanculo Sony stattene a casa quest’anno sarà comunque il più memorabile di tutti gli E3 di sempre forewer!!!”
  • Durante le presentazioni “WOW incredibile! Siii evvai vengo! Tutti titoli imperdibili grandi capolavori questa Gen è la migliore da quando esistono le Gen!”
  • Dopo la presentazione, quando scopri che tutti gli annunci hanno data di rilascio TBA e la roba più grossa si vedrà sulle next-gen console: “Vaffanculo tutti! L’anno prossimo non dedicherò attenzione a quella pagliacciata dell’Electronic Entertainment Expo! Speriamo che la faglia di Sant’Andrea si apra prima di giugno così ci togliamo il pensiero!”

Chiarito il fatto che sarò sempre il solito coglione e seguirò le conferenze, leviamoci dalle palle in modo veloce l’incombenza di riassumere dove e a che ora potremmo seguire le presentazioni, per dedicarci ad altro:

E3 2019

Per i Ticinesi, poco avvezzi anche solo a pensare che esiste un mondo fuori dalla Svizzera: dovete consultare la fascia UTC+2

Gli OutSider che vogliono fare i fighi:

Google Stadia Connect – 6 Giugno, ore 18.00
EA Play – 8 Giugno, ore 18.00

Conferenze Ufficiali E3 2019:

Microsoft – 9 Giugno, ore 22.00
Bethesda Softworks – 10 Giugno, ore 02.30
Devolver Digital – 10 Giugno, ore 04.00
PC Gaming Show – 10 Giugno, ore 19.00
Limited Run Games – 10 Giugno, ore 21.00
Ubisoft – 10 Giugno, ore 22.00
Kinda Funny Games Showcase – 11 Giugno, ore 01.30
Square Enix – 11 Giugno, ore 03.00
Nintendo – 11 Giugno, ore 18.00

Riprendendo il titolo dell’articolo, il buco è qui rappresentato dallo showcase ufficiale di quest’anno. E la menta intorno? Cosa darà sapore all’ E3 2019 o già lo sta facendo da giorni?

E3 2019

Vedi se non ti trovo un’immagine a sfondo erotico anche della caramella Polo…

E infine il Signore, sull’angelo della morte, sul macellaio…

La Fiera dell’E…lectronic Entertainment Expo sta sempre più modificando il suo aspetto. Seppur, come appena visto, continui a generare attenzione. Fra concorrenza sempre più serrata di altri eventi (anche Europei) e una struttura ormai datata, l’ E3 necessiterebbe oggi come non mai uno svecchiamento.

Nato nel 1995 come antagonista del CES, aveva lo scopo di abbagasciare (rendere allettante come una bagascia d’alto bordo) titoli già di base altisonanti. I cosiddetti triplaA.

E3 2019

Emma Stone e la sua rivisitazione de “La Lettera Scarlatta”. E ‘sticazzi le citazioni, era solo per mettere una GIF di Emma Stone…

Lo scopo sordido di tutta questa pagliacciata era permettere ai produttori di strappare accordi favorevoli ai rivenditori. Più hype generava la tua presentazione durante l’ E3 più, che so, GameStop era pronto a calare le braghe (per poi rifarsi sui giocatori e i loro sfinteri).

Perché a distanza di ventiquattro anno il giochino non stia più in piedi meriterebbe un approfondimento degno del miglior Zave e di testate più altolocate, come appunto IGN. Qui in prevalenza si parla di bregna, ma un piccolo excursus sul tessuto macroeconomico del rutilante mondo dei videogiochi posso permettermelo, dall’alto della mia terza media.

Digital Delivery, Giochi in Streaming, DLC e altre amenità si sono fatte strada negli anni e come oggi parlare di VHS ti fa risultare retrorompicoglioni, così a breve parlare di supporto fisico per i videogiochi farà esclamare ai più giovani “Ué Zio ti sei congelato come Fry e ti hanno appena disibernato?”

Se il retail vive un periodo di timore e guarda alla catena Blockbuster come a un’avvisaglia del suo futuro prossimo, anche la tipologia di prodotto a cui l’E3 era dedicato è oggi meno identificabile. Verso il 2008 ha iniziato a farsi timidamente strada un mercato completamente nuovo, quello degli sviluppatori indie e dei titoli di basso profilo, che oggi vanta un impatto notevole per motivi diversi. La fiera di Los Angeles oggi non è strutturata per trattare questo mercato, che da solo catalizza l’attenzione di una grossa fetta di pubblico.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a cambi importanti nella politica commerciale delle grandi case, con Nintendo presente All’E3 solo in video, abbandonando le conferenze (linea che seguiranno altri quest’anno). Microsoft sempre presente ma con un’importante riduzione degli spazi mentre altri protagonisti hanno spostato le loro presentazioni al di fuori dei padiglioni dell’Expo. Devolver Digital, in particolare, ha apertamente dichiarato guerra all’Expo durante le ultime edizioni.

Quest’anno decade anche l’ultimo spiraglio di utilità di questo evento, almeno teoricamente. I fatti appena esposti potrebbero non essere sufficienti a decretare la fine di uno show che ha modificato negli anni in modo fondamentale la sua struttura a più riprese. Per qualcuno potrebbe essere ancora un buon palco per la presentazione di una nuova console o di un nuovo servizio. Non per Sony, che sta già parlando di PS5 da più di un mese e salterà l’E3. Sicuramente non per Google che, in quanto colosso, prova a dettare le sue regole e oggi farà una presentazione in anticipo su tutti.

La Next Next-Gen

E’ proprio vero che il tempo vola, quando ci si diverte. Tipo non fai in tempo ad abituarti al tuo nuovo sistema di gioco che tante gioie continua a regalarti e subito ti ritrovi a doverti preoccupare del futuro. “Subito”, ovvero sei anni più tardi. Così ti ritrovi da buon anziano quale sei a definire ancora next-gen la PS4, un po’ come tua madre che chiama “La Playstation” qualsiasi strumento tecnologico atto ad intrattenere. A conti fatti parliamo di un hardware vecchio e di 6 anni, equivalenti ad un’era geologica, in termini informatici.

Così capita che ti alzi una mattina ancora tutto impiastricciato dalla polluzione notturna, accedi alla sezione news del tuo iPad mentre distrattamente ti siedi sulla tazza per alleggerire il tuo spirito e il tuo corpo, scoprendo che Sony ha deciso di far decadere le regole tacite del mercato annunciando al mondo la presenza quasi concreta di una nuova console. Tutto prima dell’E3, tutto a sfregio della concorrenza.

E3 2019

Playstation 4, più di una console…

Googlare sta a petaloso come….

L’importanza del marchio è un concetto di marketing fondamentale. Se aziendalmente viene svolto un lavoro mirato, il tuo marchio verrà riconosciuto ancora prima del prodotto o del servizio proposti.

Google è un po’ quella roba lì. E oggi cosa indichi se parli di googlare? Guardare video di ciccioni che tentano il suicidio mangiando cose assurde davanti ad una webcam scrausa? Provare ad arrivare a Pizzo Calabro con le indicazioni di un navigatore che magari ti eviti di sterminare tutta la fauna locale? Oppure, a breve, giocare ovunque a qualsiasi cosa su qualsiasi device?

“A new foe has appeared” e per quanto odio fanatico gli si voglia riservare, se Google decide di entrare nel gaming con un servizio streaming bisogna fermarsi un secondo e stare ad ascoltare.

Homo Ludens

La parte Expo l’abbiamo trattata, la parte Electronic pure. E l’entertainment? Incredibile a dirsi ma l’E3 tratta ancora di videogiochi e sicuramente ne verranno presentati tanti. Eppure l’assenza di Sony qualcosa smuoverà anche da quel punto di vista, almeno in termini di esclusive. A ben vedere qualcosa ha già smosso. Tipo il rilascio di un impressionante trailer di Death Stranding, di quelli che se presentati durante una conferenza fanno venire giù il palazzetto.

Come se non bastasse un trailer di 9 minuti con sequenze in game, Kojima ultimamente esterna la sua follia creativa come non mai. A quanto pare la sua ultima fatica farà genere a se e per dimostrarlo ha pure depositato i marchi registrati  “Strand Game” e “Social Strand System”. Non un FPS, quindi. Nemmeno uno stealth. Probabilmente non sarà neanche un gioco sporcelloso. Ora che sappiamo cosa non sarà non rimane che scoprire cosa invece vuole essere…

Che altro? ShenMue dicono sia quasi finito ma hanno pure rimandato la data di lancio. Beyond Good and Evil 2 si è mostrato più impressionante che mai. Nintendo spara a zero con un trailer dei Pokemon che strizza l’occhio a Zelda. I capoccioni di Sony e Microsoft che si stringono manina parlando di cross-play.  Cuphead esce su Switch e sancisce una collaborazione fra Microsoft e Nintendo che potrebbe anche portare a vedere Xbox Live sulla console giapponese.

E tutto questo e l’ E3 2019 non è ancora iniziato…

 

 

 

 

 


La tua fidanzata la chiamo Ikea… la porto a casa e me la monto!

 

Delimitare la NerdoSfera si fa sempre più complesso. Gli sfigati sfottuti e bullizzati a scuola per la loro passione per i videogiochi guadagnano sempre più spazio, conquistando un potere via-via maggiore. In un’escalation degna de “La Rivincita dei Nerds” riescono a smuovere l’opinione delle masse e passioni prima derise se praticate da giovani adulti sono oggi motivo di vanto ed invidia.

Ikea

Tecnologia, scienza, animazione, intrattenimento videoludico, serial TV, Sci-Fi, fantasy, horror… la personalità nerd si fa sempre più sfaccettata e complessa, inglobando passioni prima d’oggi non rientranti di diritto nella categoria. Tipo le costruzioni. E come LEGO vive oggi una seconda giovinezza, così Ikea trova nei nerdici amanti delle costruzioni un nuovo mercato su cui puntare.

Ikea Real Life Series

Come potete vedere direttamente dal sito ufficiale, Ikea punta al cuore degli appassionati e lo fa con un mirino di precisione, dimostrando che è possibile unire l’amore per le costruzioni alla mania per le serie TV. Vediamo come:

Come tanti altri anch’io ero diventato schiavo della tendenza al nido Ikea.  Se vedevo qualcosa di ingegnoso come un tavolinetto a forma di ying-yang dovevo averlo. Il componibile personale per ufficio della Klipsk, la cyclette della Hovetrekke, il divano Ohamshab a strisce verdi della Strinne, perfino le lampade Ryslampa fatte di carta non candeggiata per un ambiente rilassante. Sfogliavo quei cataloghi e mi domandavo “quale tipo di salotto mi caratterizza come persona?”. Avevo tutto. Anche i piatti di vetro con piccole bolle e imperfezioni, prova che erano stati realizzati da onesti semplici operosi indigeni artigiani di… Dunque… Una volta leggevamo pornografia, ora siamo passati ad arredomania.

Ikea

Dieci anni fa…

Per quanto ben riuscita sia la trovata commerciale di Ikea, seppur inquietante nel senso più “Palahniukiano” che si possa dare a questa espressione, va fatta notare la mancanza di originalità. Di qualche anno fa infatti un catalogo Ikea alternativo, intitolato “Just Another Ikea Catalog”, che altro non era se non un Tumblr riportante tutte le scene dei film prono in cui comparivano oggetti Ikea. Peccato si parli di un evento accaduto nel 2013 senza più traccia presente online. Certo, sarebbe ironico se qualcuno avesse conservato nel suo HDD qualche prova digitale da far comparire su di un blog Nerd NSFW proprio in occasione di un articolo celebrativo a tema mobilificio svedese…

 

 

 

 

 


LibidiNerd – The Real Life Yandere

 

Yandere Simulator è un capolavoro simulativo che attendo da parecchio tempo. Da inizio 2016 di lavoro ne è stato fatto tanto, andiamo a vedere gli aggiornamenti:

Alla ricerca del giusto significato di Yandere potreste imbattervi nella dicitura “malato d’amore”. Per quanto risulti la traduzione letterale, il suo significato vero ha un’accezione tutta giapponese; se per noi un malato d’amore è quel rintronato di Tom Hanks che ha bisogno l’aiuto di un ragazzino di 8 anni anche solo per avvicinarsi ad un’irresistibile Meg Ryan anni ’90 (Emma Watson levate!), in giappone identifica una psicopatica capace di qualsiasi violenza in nome di un sentimento malato.

Yandere

Meg Ryan in passato le ha anche uscite. Purtroppo era già in pieno declino di carriera…

Yandere Simulator vi proietterà nella gonna e mutandine di una studentessa giapponese totalmente in fissa per il suo Senpai., con l’unico scopo di conquistare il suo amore. Per ottenere il risultato non ci saranno regole e la cosa più semplice da fare sarà massacrare ogni sfidante amorosa che ci si parerà di fronte. Ma quante cose belle e nuove ha da proporci il gioco?

  • Il programmatore si è accorto che pochi giocatori avevano esperienza nell’ammazzare scolarette dal vivo, fatto che rendeva ostico famigliarizzare col gioco. Grazie ad un tutorial “trial an error” il problema dovrebbe essere risolto. Sbagliate ad accoltellare qualcuna e una schermata vi spiegherà perché siete così pippe. In alternativa rimane la pratica sul campo…
  • Ora esiste un consiglio studentesco molto agguerrito; non fatevi trovare nei corridoi nelle ore di lezione o la punizione sarà esemplare!

Yandere

  • Per la prima volta nella storia dei videogiochi mai successo prima new feature cose mai viste colpo di genio rivoluzione! Ora Yandere Simulator ha una mappa di gioco! Speriamo che altri programmatori si accorgano di questa possibilità e la aggiungano ai loro titoli!
  • Cosa c’è di peggio che essere disturbati mentre si accoltella una ragazzina? Ma essere colti sul fatto da qualcuno che ti fotografa e nemmeno ti condivide lo scatto! Da oggi, se venite beccati con “il coltello nelle interiora”, avrete la possibilità di distruggere il telefono di chi vi ha beccati, per evitare problemi legali a seguito delle indagini. Certo, prima dovrete sbarazzarvi della proprietaria del telefono; vi basterà convincerla che Fausto Brizzi sia interessato a provinarla, aspettare che la ragazzina vada da lui ed è fatta.
  • Fra le tante peculiarità del gioco troviamo la rappresentazione della sanità mentale della protagonista (per quanto possa definirsi sana mentalmente una Yandere); lasciate che la vostra lucidità, rappresentata da una barra a schermo, vacilli e diminuisca ed entrerete in stato confusionale. In modalità follia avrete visione di omicidi, non riconoscerete più i volti e accoltellerete a casaccio i passanti. In pratica vi trasformerete in un immigrato illegale in italia e sperimenterete la sua quotidianità.

Che il gioco stia seguendo un incessante sviluppo e proponga enormi miglioramenti ci può sol che far piacere, considerando anche il fatto che è praticamente un “one man game”. Oggi però rientra nella mia rubrica LibidiNerd per un recente fatto di cronaca che mi permette di approfondire un’altra depravazione giapponese.

Yuka Takaoka – The Real Life Yandere

Yuka Takaoka è una ventunenne di Tokio, arrestata qualche giorno fa per aver tirato una serie di coltellate amorose al suo oggetto del desiderio.

Yandere

La proverbiale calma delle autorità Giapponesi! “Prego signorina, una sigaretta mentre chiama le sue amiche?” e lo smembrato di fianco: “I’m a Joke to You?”

In quanto NEET (acronimo altisonante per definire i fancazzisti) la ragazzina si trovava con parecchio tempo libero, in quella giornata particolare utilizzato per bucherellare il suo amico e collega di lavoro. Il piano malefico, successivamente dichiarato alla polizia, sarebbe stato quello di far fuori l’amico per poi suicidarsi. “Mi piaceva troppo, non ci potevo fare nulla”, la dichiarazione della fanciulla alle autorità; amore incondizionato che ha deciso di dimostrare regalando un fantastico coltello da cucina di Chef Tony, purtroppo dimenticandosi di incartarlo.

Spiando il profilo Instagram di Yuka Takaoka sono emersi elementi interessanti, quali la sua passione per il cosplay di Yandere famose o personaggi ambigui quali Zero Two o Himiko Toga:

Yuyuyunochan vestita da Himiko Toga

Yandere

Yuyuyunochan vestita da Zero Two

Yandere

Dietro a Yuyuyunochan, soprannome della protagonista di questa vicenda, si nasconde la classica “ragazza della porta accanto”, con tutto il fascino che ti aspetteresti dalla più stereotipata ventenne giapponese:

Pur essendo il fenomeno Yandere, per come appena rappresentato, ascrivibile alla più classica delle perversioni giapponesi e quindi degno rappresentante della categoria LibidiNerd, questo fatto di cronaca interessa quasi più per gli strascichi che per l’evento in se. Ha infatti generato, come prassi dei tempi che stiamo vivendo, una serie di meme e fan art importanti. Non ai livelli di Bowsette, ma il concetto è quello.

Abbiamo chi ammira l’innegabile bellezza della ragazza, chi improvvisamente sogna un rapporto amoroso con una Yandere (e fino a ieri non sapeva cosa fosse), chi la venera e chi la osanna. C’è chi invece ci ride su. Sulla prima categoria negli ultimi giorni in rete si è scritto tanto; gente definita malata quasi quanto la loro eroina, invitata a non mitizzare un’assassina (anche se poi lui è vivo, non scordiamolo. Capace che si sposano a breve, lei col vestito rosso). Come se la memoria storica ci facesse dimenticare della denuncia ai media che fu, nel ’94, quel capolavoro di Natural Born Killers. Come se il caso Ted Bundy non fosse mai esistito. Tutti a stupirsi che esistano persone capaci di immedesimarsi in questa vicenda. O peggio si augurano di viverla.

I risvolti psicologici di quanto sopra mi sono chiari, ma talmente noiosi che mi interessa poco sviscerarli qui. Quello che più spiazza sono i commenti italiani in merito a chi, dalla vicenda, ne ricava dello humor nero. Schiere di indignati che tengono a precisare come non sia caso di trattare un tentato omicido con leggerezza, facendone meme e scherzandoci su. Che qui un ragazzo è stato accoltellato!

Yandere

Il portapenne di Giulio Cesare! LOL!

Cesare, morto accoltellato a più non posso, oggi è un simpatico oggetto da scrivania. Che sorte beffarda. Ma sfido chiunque abbia un minimo di “sense of humor” a non sorridere pensando a questo suppellettile. Quindi le regole dell’indignazione non valgono allo stesso modo per tutti i morti accoltellati? Oppure esiste una formula matematica per poter ridere di qualsiasi evento, anche se drammatico?

(TEMPO+DISTANZA) / CULTURA = LOL

Più tempo passa da un tragico evento o più distante da noi questo evento capita (anche meglio quando le due situazioni si riscontrano in contemporanea), più siamo portati ad accettare dell’ilarità in merito. A patto che non si scontri con i nostri limiti culturali. Ed in Italia parlare di morte è ancora tabù. Ma non essendo morto nessuno ed essendo la deviazione Yandere tipica giapponese, direi che ci possiamo tutti rasserenare.

Yandere

Intento gli Svizzeri, da buoni opportunisti, inaugurano la serie “Victorinox Yandere”. Da portare sempre con te per le tue uscite romantiche!